Investire in Diamanti, il rendimento

Un diamante è per sempre. Si tratta di uno dei “claim” più riusciti dell’ industria della pubblicità. Chi non lo ricorda? La pietra preziosa per eccellenza è stata sempre oggetto di investimento ed oggi, chi è alla ricerca di qualcosa che renda nel tempo, guarda con interesse al settore. Recentemente una delle società più attive nella vendita dei diamanti in Italia ha aperto un tavolo insieme a Codacons e Movimento di difesa del cittadino per spiegare quali sono i rischi legati a questo tipo di investimento e a come ci si difende. Insomma informare per non rimanere in balia di venditori senza scrupoli che propongono rendimenti da favola senza rischi.

I diamanti vengono estratti nel sottosuolo di paese come Congo e Sud Africa. Trovano applicazione nella gioielleria ma anche nel settore industriale. Risentono delle variazioni di valore legate alla scarsità del materiale reperito e alla produzione di beni.

Investire in diamanti è rischioso?

Dipende, come ogni cosa, a che valori si acquista e quali sono i tempi di investimento, se si cercano ritorno nel breve, medio o lungo periodo. Dando un’occhiata proprio al lungo periodo ci si accorge, facendo riferimento al passato, che nel 1960 un carato valeva 2700 dollari statunitensi, alle quotazioni attuali siamo arrivati a 31.000. E’ chiaro che ci si rifà ad un passato che potrebbe non riproporsi mai così in questi termini. Passavamo attraverso un epoca di boom economico, gli anni 60 ed 80. E’ chiaro che per diversificare, se si cerca di investire in materie prime, le pietre preziose vengono spesso assimilate ad altri beni rifugio come l’oro o gli immobili.

Dove possono essere acquistati i diamanti

c’è un mercato specializzato in cui degli operatori vendono la materia prima. Non c’è una regolamentazione vera e propria, il valore dei diamanti è stabilito dal Rapaport, il listino internazionale ufficiale di queste pietre. Qui possiamo trovare delle indicazioni di massima sul valore.

C’è convenienza e quale tipo di diamante comprare

Bisogna diversificare il proprio portafoglio, composto da titoli di stato europei, azioni e pietre preziose. Non essendo considerati strumenti finanziari dalla Consob non occorre ricevere un prospetto informativo al momento dell’ acquisto.

I diamanti che hanno più mercato sono quelli compresi tra tra 0,5 e 3 carati, visto che il diamante da meno di 0,5 carati non ha bisogno di un certificato rilasciato da un laboratorio. I diamanti con più di 2 carati sono molto rari  e quindi è più difficile trovare un compratore, hanno dei valori molto alti.

A chi li vendo una volta acquistati

una volta entrati in possesso dei diamanti possiamo sfruttare le fluttuazioni di prezzo del mercato. Quando vogliamo vendere esistono delle piattaforme specifiche dedicate alla compravendita, si trovano su Internet.

Le tasse sui diamanti

queste pietre preziose sono esenti da tassa di successione o sul capital gain, differenza tra prezzo di acquisto e di vendita. Si paga l’Iva all’acquisto che in Italia è al 22%, ma l’imposta non viene applicata per i diamanti disponibili in cassette depositate nelle zone franche come quelle di Anversa, Rotterdam, Le Havre e Genova per quel che riguarda l’Europa.

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